Archivio di Agosto 2008

Addio laser, arriva la crema che cancella i tatuaggi

Giovedì 28 Agosto 2008

Una semplice crema potrebbe diventare la soluzione ideale per i tatuati pentiti. Come l’intramontabile penna ‘Replay’ cancella quel che e’ scritto sul foglio controvertendo l’adagio latino ‘verbo volant scripta manent’, cosi’ la crema in arrivo dagli Usa promette di cancellare i tatuaggi indesiderati dalla pelle. Simboli e tribali che non piacciono piu’, nonche’ nomi e iniziali di antichi amori finiti ormai nel dimenticatoio. Il prodotto, chiamato Rejuvi, viene assorbito dalle cellule pigmentate e si attacca al pigmento. Si inietta sul tatuaggio indesiderato con una pistolina simile a quella usata dai tatuatori per imprimere disegni, scritte e tribali sulla pelle. E proprio come avviene quando si fa un tattoo, sull’epidermide trattata si forma una crosta che cade dopo sei o otto settimane portando via con se’, assicurano gli esperti, il tatuaggio ormai odiato. O parti di esso se per cancellarlo sono necessarie piu’ sedute. La nuova tecnica, secondo gli esperti - si legge sul britannico Independent - potrebbe mandare in pensione il vecchio laser. Vanterebbe, infatti, un tasso di successo maggiore, oltre a essere meno costosa, dolorosa e senza il pericolo di cicatrici. Stuart Harrison, a capo dell’Oxford Skin Clinics, racconta di aver usato per la prima volta l’innovativo trattamento sul braccio del fratello per rimuovere una ‘S’ e una ‘D’ tatuati sull’arto del familiare. E la tecnica ha funzionato a tal punto che l’uomo ha conservato in una bustina di plastica le due iniziali rimosse.

Finisce in ospedale dopo fatto in un centro abusivo

Lunedì 25 Agosto 2008

E´ finita in ospedale, ma ha rischiato di peggio, una ragazza di 15 anni di Galatone per un malore avvertito dopo che pochi giorni prima si era fatta fare un piercing sulla lingua da un uomo di professione istruttore di scuola guida e che aveva messo su, nella propria abitazione del centro storico, un vero e proprio laboratorio abusivo. L´uomo, C.D. di 43 anni, svolgeva questa attività senza autorizzazione ed è stato denunciato dai carabinieri.

Secondo quanto accertato dai militari della compagnia di Gallipoli, la ragazza si era recata al centro accompagnata dal suo fidanzatino anche lui quindicenne, dopo aver meditato per un po´ la decisione e averne parlato con gli amici. Del fatto erano all´oscuro i suoi genitori, dai quali il piercing avrebbe dovuto essere autorizzato, e che invece avrebbero opposto un sicuro diniego alla richiesta della minorenne.

I guai sono cominciati subito dopo l´intervento, costato 25 euro, denaro raccolto con pazienza dalla paghetta settimanale: la ragazza ha avvertito un forte dolore, causatole dallo spillone applicatole alla lingua, ma inizialmente non ha detto nulla ai familiari. Dopo 24 ore, però, sono cominciate le difficoltà nel parlare e i problemi di respirazione, provocati da un´infezione batterica e dalla lesione alla lingua.

Delle complicazioni si è accorta la mamma, che ha subito accompagnato la 15enne all´ospedale di Gallipoli dove è stata medicata e giudicata guaribile in 20 giorni. Sua madre si è poi rivolta ai carabinieri che hanno rintracciato il piercer abusivo e sono risaliti al laboratorio abusivo, dove si praticavano anche tatuaggi: all´interno, hanno trovato e sequestrato vari attrezzi tra cui quattro forbici, otto pinze, due pistole foratrici, un centinaio di aghi, numerosi piercing di varie fogge e tipi, anelli e anche antibiotici e disinfettanti, oltre a una valigia con altri “attrezzi del mestiere”. Ma non solo: nella stanza convivevano anche cani e gatti, in condizioni igieniche non ideali per un´attività del genere.

Il piercer, che è titolare di una scuola guida e che gestiva abusivamente il centro, è stato denunciato per esercizio abusivo di professione. Che non si occupasse solo della preparazione dei giovani per il conseguimento della patente, pare che in paese fosse cosa risaputa. Tanto che a lui la ragazzina era arrivata dietro segnalazione di un coetaneo.

L´altra mattina, la sua attività fuorilegge è finita quando i carabinieri di Gallipoli insieme con i colleghi del Nas di Taranto, hanno perquisito la sua abitazione. Davanti ai carabinieri l´istruttore di scuola guida avrebbe candidamente ammesso: «Forse - ha detto - sono stato un po´ leggero e superficiale».

Vince in ricorso al Tar: parteciperà al concorso per entrare in Polizia

Lunedì 25 Agosto 2008

Non era stata ammessa al concorso in Polizia a causa di un piccolo tatuaggio sulla caviglia che era diventata una “discriminante decisiva” secondo la commissione. Ma ha fatto ricorso al tribunale amministrativo regionale ed ha vinto.
Il prossimo 15 settembre, giorno in cui saranno “messi in palio” 1507 posti per allievi poliziotti, ci sarà anche lei, Ramona Angiolini, nata a Sesta Godano, grazie al lavoro compiuto dal suo avvocato Piergiorgio Leoni, dello studio spezzino Corradino.
A quasi un anno di distanza, fu estromessa lo scorso 27 settembre 2007, ecco che la possibilità di coronare il sogno di entrare nella Polizia di Stato, può concretamente rinascere.

Arrestato grazie al tatuaggio

Mercoledì 20 Agosto 2008

E’ stato arrestato dalla polizia con l’accusa di aver compiuto una rapina, nel gennaio scorso, in un negozio di occhiali a Firenze. In manette è finito etiope di 37 anni. Gli agenti sono risaliti a lui grazie alla descrizione fatta da un dipendente del negozio, in particolare quella di un tatuaggio tribale intorno ad un occhio. L’etiope è gia’ conosciuto alle forze dell’ordine per reati che vanno dalla rapina alla violenza sessuale.

Cofferati, crociata contro il piercing vietato nelle parti intime

Giovedì 14 Agosto 2008

Bologna, nuove regole del comune. Ed è già polemica.
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Nella città del sindaco Sergio Cofferati, dopo l´ordinanza che vieta la vendita di bevande alcoliche da asporto oltre le 22 e quella anti-bivacco - “incubo” degli universitari che la sera affollano il centro storico - anche il piercing sulle parti più intime diventa un tabù. Non solo per i minorenni, ma per tutti. La giunta comunale ha varato il nuovo regolamento per le attività di estetista, acconciatore, tatuaggi e, appunto, piercing.

Domani, (24 luglio, ndr) salvo sorprese, il provvedimento sarà approvato. In riferimento ai piercing, si legge nel testo, «i minorenni avranno bisogno del consenso informato dei genitori» (escluso il solo piercing all´orecchio dopo i 14 anni). Divieto assoluto invece, a qualsiasi età, «su parti anatomiche la cui funzionalità potrebbe essere compromessa da tali trattamenti o in parti la cui cicatrizzazione sia particolarmente difficoltosa».

L´assessore al Commercio della giunta Cofferati, Maria Cristina Santandrea, ha chiarito più volte che il divieto riguarda sicuramente le parti intime, ma secondo alcuni tatuatori la norma è ambigua. «Non c´è nessuna ambiguità - assicura infatti l´assessore senza però scendere nel dettaglio - perché le parti intime sono evocate in questa norma in modo molto chiaro. Questo perché è stata recepita un´oggettiva motivazione medica, non è che ci siamo fissati. Del resto abbiamo agito d´intesa con le associazioni di categoria e basandoci sul regolamento d´igiene e salute pubblica. Sono sicura che la nostra decisione verrà adottata presto anche da altri comuni».

A definire meglio su quali parti anatomiche sarà vietato effettuare un piercing ci penserà comunque l´Azienda Usl e ieri, intanto, il nuovo regolamento non ha mancato di sollevare qualche perplessità tra i consiglieri comunali. Il presidente onorario di Arcigay, Sergio Lo Giudice (Pd), ha ricordato che ci sono parti del corpo, come lingua e capezzolo, che potrebbero rientrare tra quelle «la cui funzionalità potrebbe essere compromessa» ma che allo stesso tempo sono tra le più scelte dai giovani. «Escludere la possibilità di fare un piercing in luoghi controllati dal punto di vista sanitario e per mano di professionisti - è la preoccupazione di Lo Giudice - significa creare una fascia di mercato illegale».

Ma la giunta, per bocca dell´assessore alla Sanità Giuseppe Paruolo ribadisce le linee guida del regolamento: «Tatuaggi e piercing si possono fare, ma devono essere effettuati in un contesto sanitario controllato e sono esclusi alcuni tipi di piercing particolarmente problematici dal punto di vista sanitario». Ricordando, infine, che c´è “una scuola di pensiero” secondo la quale chi incappa in problemi sanitari per aver eseguito pratiche sui cui rischi è stato ben informato, poi non dovrebbe pesare sul sistema sanitario pubblico.

Tatuaggi: se ne pentono di più le donne

Lunedì 11 Agosto 2008

WASHINGTON – Il 25% della popolazione statunitense ha un tatuaggio. Molti di essi ci hanno pensato a lungo, lo hanno aspettato, lo hanno sfoggiato con orgoglio…e molti di essi se ne sono anche pentiti. A tal punto da volerlo eliminare. Se fino a pochi anni fa il tatuaggio era qualcosa che evocava alla mente i marinai o i galeotti di certi romanzi, recentemente esso è diventato qualcosa di tendenza, un vero e proprio must have. Ed è accaduto sulla scia di una moda che ha contagiato inizialmente personaggi dello star system e del mondo dello sport, che, quasi come in una competizione, ne esibiscono uno nuovo ad ogni occasione. Superato l’entusiasmo iniziale però, sembra che la maggior parte delle donne si penta. E’ quello che sostiene uno studio condotto dai ricercatori della Texas Tech University, i quali hanno appurato che a rivolgersi per la maggiore alle cliniche che effettuano rimozione di tatuaggi in Arizona, Massachussetts, Colorado e Texas sono proprio le donne. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Archives of Dermatology ed indica quali ragioni del pentimento un matrimonio, la necessità o la voglia di indossare determinati abiti, oppure anche la necessità di rientrare in determinate situazioni sociali o lavorative nelle quali il tatuaggio è ancora un tabù.

Corset piercing!

Sabato 9 Agosto 2008

Cade in depressione dopo tatuaggio

Sabato 9 Agosto 2008

Cade in una brutta depressione dopo tatuaggio semipermanente alle labbra, una giovane di Termoli sottopostasi ad un intervento alla bocca eseguito in maniera imprecisa.
La ragazza, L.G.M., residente in città, a seguito della maldestra esecuzione del tatuaggio di colore rosso, ha citato per danni il centro estetico della città e, dopo anni di attesa, è arrivata la sentenza del Tribunale di Termoli.

Il giudice ha condannato la titolare del “beauty center” al risarcimento danni ammontante a 8.500 euro circa oltre a 2.600 euro di spese processuali e legali.
Il tatuaggio, secondo quanto è stato dichiarato dalla stessa giovane, non è stato eseguito perfettamente e per tale motivo la ragazza è stata costretta a sottoporsi ad un secondo intervento in un centro abruzzese per rimediare in qualche modo al primo tatuaggio.
A seguito delle varie vicissitudini la termolese è caduta in uno stato depressivo che le ha causato, tra l’altro, anche l’alopecia, una fortissima caduta di capelli.
I giudici del Tribunale cittadino hanno riconosciuto il danno biologico ed invalidità semipermanente alla paziente.
Hanno espresso soddisfazione alla sentenza i legali di L.G.M., Vincenzo Iacovino e Salvatore Di Pardo di Campobasso che sottolineano la delicatezza di tali interventi che non sono da sottovalutare soprattutto per le possibili conseguenze sulla salute.
«Non è la prima volta che un tatuaggio può avere delle ripercussioni anche pesanti non solo da un punto di vista psicologico ma anche strettamente medico» hanno commentato gli avvocati.

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