Body suspension, l’ultima frontiera della protesta
martedì 5 luglio 2011
Body suspension, l’ultima frontiera della protesta
La giovane artista venteseienne brittanica Alice Newstead, particolarmente sensibile alle tematiche animaliste e a difesa in genere dei diritti degli animali, ha deciso di dare prova del suo disappunto contro la pratica del finning, vale a dire la mutilazione delle pinne degli squali vivi, attraverso una body suspension di protesta durata ben quindici minuti, durante i quali è rimasta sospesa in aria per il tramite di due ganci ai quali era appesa per la pelle.
Alice Newstead e la body suspension contro il finning
La protesta di Alice Newstead attraverso la body suspension, in effetti, ha attirato l’attenzione di molte persone circa il fenomeno del finning, la mutilazione delle pinne degli squali, la quale viene praticata allo scopo di preparare le famose zuppe di pinne, che secondo la tradizione cinese porterebbe salute e fortuna: il finning, però, ha inciso pesantemente sulla popolazione mondiale di squali, addirittura riducendone le specie del 90 percento, proprio perché lo squalo mutilato, dopo essere rigettato in acqua, non sopravvive per molto tempo.






