Archivio della Categoria 'Leggi'

Vuoi fare il vigile? No ai tatuaggi, sì ai denti buoni

martedì 1 settembre 2009

Niente tatuaggi e piercing se si vuole fare il vigile urbano a Lavis, quindi per fare il poliziotto bisogna ricorrere alla in questa cittá e farsi rimuovere qualunque tatuaggio. Accade nel paese a cinque minuti da Trento, 8.354 abitanti, dove l’amministrazione comunale erca vigili urbani, ma “senza tatuaggi e piercing”, come si legge nel banco di concorso. Il requisito per gli uomini del comandante della locale Polizia municipale, Marco Zatelli, e’ pertanto non avere segni sul corpo “deturpanti” o “indice di personalita’ abnorme”, come il Comune di Lavis ha disposto. Il giornale ‘Trentino’ riporta oggi altri particolari del concorso che sta gia’ facendo discutere. Sul bando datato 18 luglio si classificano i tatuaggi e i piercing nella sezione “imperfezioni e infermita’”, assieme ad “ernie e varici, alcolismo, tossicomanie e intossicazioni croniche e malattie e indisposizioni fisiche che possano ridurre il completo e incondizionato espletamento del servizio”. A giudicare l’idoneita’ -anche estetica- dei due nuovi vigili ci pensera’ un apposito “collegio sanitario”. Ma – precisa il sindaco di Lavis, Graziano Pellegrini- “non sara’ escluso un candidato che si presentera’ con un orecchino, dato che si tratta di cosa socialmente oramai accettata”. Infine anche la dentatura del vigile sara’ importante; infatti all’articolo 23 e’ richiesto un “apparato dentario tale da assicurare una regolare funzione masticatrice”.

Cofferati, crociata contro il piercing vietato nelle parti intime

giovedì 14 agosto 2008

Bologna, nuove regole del comune. Ed è già polemica.
imggg
Nella città del sindaco Sergio Cofferati, dopo l´ordinanza che vieta la vendita di bevande alcoliche da asporto oltre le 22 e quella anti-bivacco – “incubo” degli universitari che la sera affollano il centro storico – anche il piercing sulle parti più intime diventa un tabù. Non solo per i minorenni, ma per tutti. La giunta comunale ha varato il nuovo regolamento per le attività di estetista, acconciatore, tatuaggi e, appunto, piercing.

Domani, (24 luglio, ndr) salvo sorprese, il provvedimento sarà approvato. In riferimento ai piercing, si legge nel testo, «i minorenni avranno bisogno del consenso informato dei genitori» (escluso il solo piercing all´orecchio dopo i 14 anni). Divieto assoluto invece, a qualsiasi età, «su parti anatomiche la cui funzionalità potrebbe essere compromessa da tali trattamenti o in parti la cui cicatrizzazione sia particolarmente difficoltosa».

L´assessore al Commercio della giunta Cofferati, Maria Cristina Santandrea, ha chiarito più volte che il divieto riguarda sicuramente le parti intime, ma secondo alcuni tatuatori la norma è ambigua. «Non c´è nessuna ambiguità – assicura infatti l´assessore senza però scendere nel dettaglio – perché le parti intime sono evocate in questa norma in modo molto chiaro. Questo perché è stata recepita un´oggettiva motivazione medica, non è che ci siamo fissati. Del resto abbiamo agito d´intesa con le associazioni di categoria e basandoci sul regolamento d´igiene e salute pubblica. Sono sicura che la nostra decisione verrà adottata presto anche da altri comuni».

A definire meglio su quali parti anatomiche sarà vietato effettuare un piercing ci penserà comunque l´Azienda Usl e ieri, intanto, il nuovo regolamento non ha mancato di sollevare qualche perplessità tra i consiglieri comunali. Il presidente onorario di Arcigay, Sergio Lo Giudice (Pd), ha ricordato che ci sono parti del corpo, come lingua e capezzolo, che potrebbero rientrare tra quelle «la cui funzionalità potrebbe essere compromessa» ma che allo stesso tempo sono tra le più scelte dai giovani. «Escludere la possibilità di fare un piercing in luoghi controllati dal punto di vista sanitario e per mano di professionisti – è la preoccupazione di Lo Giudice – significa creare una fascia di mercato illegale».

Ma la giunta, per bocca dell´assessore alla Sanità Giuseppe Paruolo ribadisce le linee guida del regolamento: «Tatuaggi e piercing si possono fare, ma devono essere effettuati in un contesto sanitario controllato e sono esclusi alcuni tipi di piercing particolarmente problematici dal punto di vista sanitario». Ricordando, infine, che c´è “una scuola di pensiero” secondo la quale chi incappa in problemi sanitari per aver eseguito pratiche sui cui rischi è stato ben informato, poi non dovrebbe pesare sul sistema sanitario pubblico.

Piercing e tatuaggi: mai più in spiaggia

martedì 17 giugno 2008

Sarà proposto un Ddl per disciplinare il settore dopo il caso della donna di Merano in fin di vita.

ROMA – «È gravissimo che, di fronte all’ennesimo incidente, causato da un’infezione da piercing non si prendano provvedimenti, e si continui ad operare senza una regolamentazione del settore, con attività che ancora praticano i piercing nei retrobottega, e senza il più elementare rispetto delle norme igieniche». È quanto preannuncia Antonio Mazzocchi, deputato del Pdl, che dopo il caso della donna di Merano in fin di vita per un piercing al sopracciglio ha decisi di presentare «un disegno di legge per la disciplina delle attività di tatuaggio e piercing, che prevede nello specifico dei corsi di formazione obbligatori per gli operatori, una sterilizzazione obbligatoria dei materiali e una tutela per i minori che devono essere accompagnati dai genitori».Gli stessi operatori, si legge ancora nel testo, «devono essere necessariamente maggiorenni e con una idoneità psico fisica certificata dalla Asl. Giro di vite anche sui tatuatori da spiaggia. La proposta infatti- va avanti- vieta che ci possano essere attività ambulanti che, in quanto tali, non possono rispettare le norme igieniche previste nei laboratori».

RISPETTO DELLE NORME SANITARIE – «Non siamo assolutamente contro i piercing- incalza Mazzocchi- non vogliamo vietarli ma vogliamo semplicemente che vengano eseguiti nel rispetto delle norme sanitarie e che chi li applica non sia un operatore improvvisato, ma una persona capace e autorizzata dalla Asl locale. Non vogliamo più sentire dai giornali di persone che muoiono per colpa di infezioni e setticemie. Abbiamo- chiude il parlamentare del Pdl- l’urgenza di approvare una legge che fermi una volta per tutte l’abusivismo nel settore e tuteli chi lavora con onestà e precisione».

IL MINISTERO: DIRETTIVE AD HOC – Il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, dal canto suo, ha comunicato di aver invitato le Regioni ad assumere provvedimenti coerenti con la circolare ministeriale del 7 aprile 1999 in materia di tatuaggi e piercing. L’Atto, diretto alle Regioni e all’Associazione dei tatuatori, prevede l’attivazione di corsi di formazione obbligatori per coloro che praticano tali attività nonchè l’adozione di tutte le misure di igiene e profilassi necessarie. Inoltre, la Circolare ministeriale dispone la necessità di una specifica autorizzazione della competente Asl per coloro che effettuano tali procedure che, comunque, non possono essere eseguite sui minori, eccezion fatta per il piercing sul lobo dell’orecchio che può essere eseguito con il consenso dei genitori. La Circolare sconsiglia la pratica del piercing su parti anatomiche la cui funzionalità potrebbe risultare compromessa come ad esempio palpebre, labbra, lingua, seno, apparato genitale ecc. Il ministero rende noto di aver affidato al proprio Ufficio legislativo l’incarico di valutare l’opportunità di promuovere una legislazione nazionale che fissi principi e criteri per l’esercizio di questo tipo di attività.

IL CASO DI MERANO – L’attenzione sui pericoli del piercing è stata riacceso dal caso di una 30enne di Merano, in Alto Adige,finita in pericolo di vita per una infezione sottovalutata, una coagulopatia che colpisce cuore e cervello, causata con ogni probabilitá da un piercing al sopracciglio. La giovane donna, dopo essersi fatta applicare il piercing, avrebbe accusato i primi timidi segni di infezione ma li avrebbe trascurati, poi sarebbero arrivati malesseri fisici più rilevanti, che l’hanno indotta a farsio visitare in ospedale. Nel frattempo però i batteri, entrati presumibilmente dalla ferita, avrebbero provocato una grave setticemia che si sarebbe velocemente estesa alla testa e al torace, generando a sua volta una coagulopatia che ha colpito cuore e cervello fino a farla cadere in coma. Trasferita ad inizio della settimana scorsa all’ospedale di Verona, ha fatto ritorno alla rianimazione dell’ospedale Tappeiner di Merano, dopo essere stata dichiarata non operabile. Infine, è stata trasferita in ambulanza ad una clinica di Monaco di Baviera.

Regione Toscana, al via la legge regionale

mercoledì 31 ottobre 2007

E’ entrata in vigore il 19 ottobre la legge regionale che prevede che tutti coloro intendano intraprendere l’attività di body artist devono frequentare obbligatoriamente un corso presso una scuola regionale autorizzata. Chi già esercita non è tenuto a frequentare il corso ma deve presentare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che certifica l’esperienza lavorativa già maturata.

Gianfreda.ComUnicazione - Web and Media Company