Archivio della Categoria 'Piercing'

Guinness World Record: Rolf l’uomo-piercing

martedì 27 settembre 2011

Guinness World Records

Guinness World Record: Rolf, l’uomo-piercing

In tempi in cui, spesso e volentieri, ci si impressiona di fronte agli ennesimi record che ci vengono presentati in televisione, oggi, abbiamo deciso di presentarvi, care amiche e cari amici del blog, l’uomo che detiene il Guinness World Record in fatto di piercing, una vera e propria leggenda vivente: l’uomo della fotografia, un cinquantaduenne tedesco che di professione è nientemeno che un ingegnere informatico, Rolf Buchholz, è il detentore del Guinness World Record grazie, pensate bene, ai suoi 453 buchi presenti in tutte le parti del corpo.

I piercing di Rolf, l’uomo del Guinness World Record

Rolf Buchholz, grande appassionato di piercing, non ha potuto fare a meno di resistere alla tentazione di farsene inserire ovunque, al punto che, ad oggi, concentra sul suo corpo ben 453 piercing, distribuiti nel modo seguente: nelle labbra, ne ha ben 94; attorno agli occhi, ben 25; sul naso, ben 8; ma sono i genitali di Rolf, in questo senso, a concentrare il maggior numero di piercing, vale a dire, ben 278. Che dire: Rolf si è proprio guadagnato la menzione nell’albo d’oro del Guinness World Record edizione 2011!

Come curare il piercing all’ombelico

mercoledì 21 settembre 2011

piercing ombelico

Il piercing all’ombelico e l’importanza della sua cura

Il piercing all’ombelico, senz’ombra di dubbio, è uno tra i piercing più diffusi e oggi, per tutti gli appassionati di questo genere di accessorio che intendono farsene uno, ricordiamo che un’ottima cura della propria pelle, dopo l’inserimento del piercing all’ombelico, consente una più rapida guarigione, soprattutto in ragione del fatto che in questa zona del corpo, non sono poche le sollecitazioni derivanti dai movimenti, che finiscono per irritare la pelle ritardandone notevolmente la guarigione.

Come curare il proprio piercing all’ombelico

Gli amanti del piercing all’ombelico che desiderano avere buona cura del proprio corpo, possono favorire la guarigione della pelle, lavando il piercing una volta al mattino e una alla sera, con un detergente antibatterico, formando della schiuma e favorendo in questo senso la delicata eliminazione di ogni crosta, eventualmente adoperandosi per levare ogni presenza di pus e o liquidi, con una pressione delicata, sciacquando poi con acqua tiepida ed asciugando la pelle. Una soluzione salina, inoltre, può essere ottimale per contenere eventuali irritazioni della pelle: in genere, è sufficiente mantenere un po’ di soluzione salina per circa un quarto d’ora attorno all’ombelico. È bene ricordare infine che, per evitare qualunque genere di irritazione causata da abiti troppo aderenti. Grazie a questi pochi accorgimenti, è possibile sfoggiare un piercing all’ombelico perfetto.

Piercing ai denti

venerdì 6 maggio 2011
piercing-dente

photo by dentes-brancos.com

Una moda, un vezzo, uno sfizio: il piercing ha superato i confini della pelle per arrivare fino ai denti. Il piercing dentale, oggi è sempre più comune, ed esso consiste nel posizionare in modo più o meno stabile generalmente un brillantino o un gioiellino che non alterino la struttura dentale. Generalmente si distingue un piercing dentale temporaneo, semipermanente, o permanente che si applica grazie all’utilizzo dei materiali correntemente utilizzati in odontoiatria: nel primo caso viene utilizzato un’apposita colla che mantiene sul dente il brillantino per un periodo breve, ed è quasi una sorta di trattamento cosmetico. Nel caso del piercing semipermanente, parliamo invece di particolari cementi odontoiatrici utilizzati per fissare il piercing, e la sua durata arriva a qualche mese. Nel terzo caso, invece, vengono utilizzati dei materiali compositi, in genere quelli riservati alle otturazioni estetiche: in realtà si tratterebbe della creazione di una cavità nel dente dove verrebbe posizionato il gioiellino e saldato con questa miscela di materiali. Un’operazione non difficile o pericolosa e resistente nel tempo, per avere il vostro sorriso luminoso sempre. E voi cosa ne pensate?

I piercing sui capezzoli

mercoledì 20 aprile 2011

piercing

La moda di possedere un piercing su capezzolo, conosciuto anche con nome di Nipple, si sta diffondendo sempre più tra le persone di sesso maschile e femminile. Oggigiorno, esistono differenti modi per perforare il capezzolo e collocare, così, il proprio gioiello d’arte.

Solitamente, i capezzoli sono forati alla base, da parte a parte, orizzontalmente, verticalmente o diagonalmente; in ogni caso, il foro attraversa il capezzolo parallelamente al seno e, successivamente, viene collocata una barretta o un anello come piercing al capezzolo. Meno consuete sono altre tecniche di perforamento in cui è presa in considerazione l’areola del capezzolo, con conseguente applicazione del piercing barretta, e la perforazione superficiale della punta del capezzolo, perpendicolarmente ad esso.

Tra i possessori di tale piercing, inoltre, è in uso anche la pratica di unire il gioiello dei due capezzoli con una catenella; questo genere di pratica prende il nome di nipple chain. Altra pratica, meno utilizzata, è quella di un piercing costituito da un’unica barretta, lunga all’incirca 50-60 cm, che collega tramite foro orizzontale entrambi i capezzoli.

Nel complesso, questo genere di piercing è diffuso soprattutto come complemento erotico, utilizzato per solleticare la zona erogena del sesso femminile e maschile. Nel sadomaso, invece, assume una denotazione di sottomissione; anche nel modo gay/lesbico è presente questo gioiello e si lega bene con le sottoculture fetish, gothic e industrial.

Una volta che è stato realizzato il nipple è necessario dedicarsi con molta cura al nuovo gioiello: per prima cosa, se curati in modo giusto, questi piercing hanno un periodo di cicatrizzazione pari a 3-9 mesi per l’uomo, mentre 6 mesi-1 anno per la donna. Successivamente, ricordare di lavarsi le mani con un prodotto antibatterico prima di toccare il piercing. Molto importante è poi la pulizia quotidiana del piercing al capezzolo: due volte al giorno con un prodotto a PH basso.

Guinness dei primati per Elaine Davidson

venerdì 15 aprile 2011

Elaine Davidson

Elaine Davidson è una donna brasiliana nata in Brasile, ex infermiera, che non ama bere e tantomeno non fa uso di droghe. Attualmente, Elaine Davidson vive a Edimburgo, in Scozia.

Oggigiorno Elaine Davidson è la donna con più piercing addosso; infatti, proprio di recente è stato riconfermato il suo record. La prima volta in cui partecipò al Guinness World Reconds, nel maggio del 2000, la donna aveva in dosso ben 462 piercing, con soli 192 piercing in faccia. L’anno successivo, tramite un’altra analisi, è stato confermato nuovamente il record con 720 piercing.

Nel 2008, invece, sono stati stimati sulla donna ben 5’920 piercing; mentre che nel 2009 i suoi piercing sono saliti a 6’005. Per terminare, l’ultima stima risale al 2010, momento in cui i piercing della donna erano 6’725 piercing.

Nel 2005, invece, Elaine Davidson ha partecipato al Festival di Edimburgo, in cui è stata annunciata la presenza di ben 3’950 piercing. Anche sui genitali della donna sono presenti diversi piercing: in tutto si parla di 500 piercing genitali posizionati sia all’esterno che all’interno.

Nel complesso, Elaine Davidson ha un peso totale di gioielli pari a 3 chilogrammi, e non leva mai anelli e borchie. La donna ha dichiarato più volte che non prova nessun dolore per i suoi piercing e dorme in qualunque posizione nonostante li abbia sempre tutti in dosso.

Questo comunque non è l’unico talento di questa donna: infatti, Elaine Davidson si stende su un letto di chiodi, passeggia sul fuoco, si stende sui vetri rotti ed, inoltre, ha una cintura nera di Judo, ottenuta in Giappone.

La donna vampiro: Maria José

mercoledì 13 aprile 2011

Maria José

Maria José ha una vita comune come tutte le donne: ha una famiglia con quattro bambini, ha un lavoro da avvocatessa ed, inoltre, le piacciono le cose assurde. Proprio per questo, la donna ha voluto trasformare se stessa in una creatura diversa, quasi infernale: in una donna vampiro.

La donna vampiro si presenta come uno strano personaggio di 35 anni, che oltre ad essere madre di quattro bambini, è un’avvocatessa di professione e difende, per professione, i diritti delle donne. Forse, proprio per denotare la sua differenza dalle altre donne ha deciso di ricorrere alla body modification, cambiando il suo aspetto esteticamente in un vampiro femmina.

La donna, oltre ad aver fatto dei body implants sulla fronte, possiede molti piercing sulla bocca, sulle orecchie e sul naso e tanti tatuaggi sul corpo. Sulla fronte la donna ha fatto inserire delle vere corna, tramite interventi chirurgici; inoltre, sempre tramite intervento chirurgico, ha modellato i suoi denti, per la precisione i canini, rendendoli come quelli di un vampiro.

Per le orecchie, invece, Maria José ha fatto inserire due dilatatori di 10 cm e, per rendere la sua immagine ancor più realistica, ha realizzato un make up davvero infernale. La donna alla domanda se credesse al diavolo ha riferito di no ed ha aggiunto che ai suoi figli permettere di fare tatuaggi e piercing solo con la maggiore età.

Di recente la donna è stata fotografata all’Expo Tatuaje, fiera internazionale dei tatuaggi che si è svolta a Monterrey, la capitale di Nuevo Leòn, nel Messico nord-occidentale. Di certo il suo aspetto non poteva passare inosservato alla fiera del tatuaggio. Voi cosa ne pensate?

Piercing sui genitali maschili

mercoledì 30 marzo 2011

Piercing

Come avrete ben inteso, il piercing genitale maschile ha una valenza sessuale: infatti, le sensazioni che possono derivare da questo piccolo gioiello sul pene sono davvero tante. Nonostante ciò, bisogna porre attenzione e cura costante al piercing sui genitali, sia sui quelli maschili che  femminili. Inoltre, un buon piercier sa che, nel caso dell’uomo, esistono svariati tipi di piercing: Prince Albert, Frenum, Dydoes, Foreskin, Apadraya, Ampallang, Hafada e Guiche.

Il Prince Albert è il genere di piercing più diffuso tra gli uomini ed è anche quello che si cicatrizza molto più velocemente. Questo piercing è praticato forando la base della punta del pene, dall’uretra, e consiste in un anello parallelo alla linea del pene stesso. Il Frenum, piercing di origine europea, ha una doppia valenza: da un lato aumenta la stimolazione sessuale e dall’altro era utilizzato per impedire i rapporti sessuali, aggiungendo un lucchetto nel foro. Questo piercing è applicato forando la pelle del frenulo, sotto la base del pene; in questo caso, il piercing si compone di una barretta o un anello, mentre che la cicatrizzazione è rapida.

Dydoes, a differenze dei due precedenti piercing, è uno tra gli ultimi inseriti nella categoria ed è applicato solo a persone che hanno alle spalle la circoncisione; questo piercing è realizzato forando la pelle del bordo del glande, in cui è applicato una barretta. Foreskin, invece, si presenta come piercing di origini antiche, che aumenta le sensazioni attraverso lo sfregamento dell’anello sul glande. Apadravya è noto come fonte di grande piacere per entrambi i sessi: si tratta di un piercing che attraversa, in verticale, l’intero pene cui è applicato una barretta. Per questo genere di piercing è richiesto un periodo lungo di guarigione.

Ampallang, piercing diffuso soprattutto nell’oceano Indiano, è costituito da un’applicazione sulla punta del pene; in questo caso, è praticato un foro in orizzontale ed è inserita una barretta. Per il piercing Hafada, invece, è applicato alla pelle dello scroto, tra il lato del testicolo e la base del pene. Per terminare, Guiche si presenta come piercing praticato sul lembo di pelle tra lo scroto e l’ano e si tratta di un piercing abbastanza complesso. In questo caso, non è consigliato per chi trascorre troppo tempo seduto dato che potrebbe dare fastidio.

Il piercing sui genitali femminili

martedì 22 marzo 2011
Piercing genitali

Photo by skepticalob.blogspot.com

Il piercing sui genitali femminili più comune è quello noto con il nome di piercing clitoride; ad ogni modo, c’è da puntualizzare che questo genere di piercing non è l’unico praticato. Andiamo ad analizzare quali sono questi piercing.

Prendiamo in considerazione il piercing del cappuccio del clitoride, di cui esistono tre varianti: cappuccio del clitoride orizzontale, verticale e Deep hood. Nel primo caso, il cappuccio del clitoride è forato orizzontalmente da parte a parte e poi è collocato un anello; nel secondo caso, invece, viene praticato un foro dall’interno verso l’esterno, inserendo la barretta/piercing. La versione Deep Mode, invece, è una variante a quell’orizzontale, in cui è passato un ago da dietro il clitoride, anziché dal davanti, cioè più in profondità. Il prossimo tipo di piercing al femminile è il piercing Christina, il quale è effettuato forando il punto d’incontro tra il monte venere e le grandi labbra. Il fourchette, invece, è un piercing che consiste nel forare l’unione tra il perineo e le grandi labbra; sempre sulle grandi labbra, poi, è praticato anche un piercing con la realizzazione di un buco su quest’ultime in cui sono collocati anelli o barrette.

Troviamo poi il piercing Nefertiti che consiste in una combinazione di piercing al clitoride verticale e di Christina: in questo caso, c’è una lunga barra che entra nel cappuccio del clitoride, all’altezza dell’uretra, ed esce dal monte di venere. Princess Albertina si presenta come piercing in cui è forata la mucosa genitale dall’uretra alla vagina, inserendo un anello; questo foramente, però, è molto raro. Scrunty, invece, è un piercing in cui è bucata sempre la mucosa genitale, ma in senso orizzontale. Rammentiamo poi anche Triangle e Suitcase: nel primo caso si fora il punto d’incontro tra il cappuccio del clitoride e le piccole labbra, passando sotto il clitoride. Nel secondo caso, invece, il piercing è effettuato nel lembo di pelle del perineo, tra vagina ed ano; questo genere d’intervento è considerato molto delicato, poiché si potrebbe causare un problema di salute come la peritonite.

Il piercing clitoride, quello più conosciuto, è considerato il più doloroso dato che è collocato in una zona erogena del corpo femminile, in cui vi è una grande quantità di terminazioni nervose. Data la sensibilità della zona, capita che alcuni piercer si rifiutino di praticare questo genere di gioiello, poiché potrebbe comportare un calo di sensibilità della zona di piacere. Anche Isabella si presenta come altro piercing al femminile che è praticato di raro: in questo caso è fatta passare una barretta attraverso il cappuccio del clitoride e il clitoride stesso. Anche questo, come per il precedente motivo, è poco praticato. Altro piercing molto raro è quello sull’imene, in cui è bucata la famosa membrana che si perde con i rapporti sessuali.

 

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