Archivio della Categoria 'Salute'

Evoluzione del tatuaggio nel tempo

venerdì 13 maggio 2011

La gioia del tatuaggio

Inizialmente, un tatuaggio costituisce una grande gioia per chi decide di farsi tatuare la pelle: ma in realtà, un tattoo è per sempre e, ciò, potrebbe anche finire per costituire un problema nel futuro. Uno scienziato britannico, infatti, ha messo in evidenza che un tatuaggio è realizzato con diversi prodotti, che non risultano certamente atossici: parliamo di metalli come lo zinco, il nichel, il piombo e il mercurio, che nel complesso possono essere considerati degli alleati in fatto di tossicità per la pelle e la salute.

Il tatuaggio e la sua evoluzione

Il fatto più importante circa i tattoo, è che non si è mai messo molto in evidenza ciò che succede, sul lungo periodo, alla pelle: nell’immediato, infatti, il nuovo tatuaggio provoca una reazione immunitaria abbastanza superficiale, giacché la maggior parte dell’inchiostro viene mantenuta al di sotto della cute. Non si pensa, spesso, che il proprio tattoo, la propria forma di arte, nel tempo vada disperdendosi con la morte delle cellule, comportando degli effetti sicuramente non benefici per la salute: bisogna pensarci bene prima di fare un tatuaggio.

I rischi provenienti dai piercing

mercoledì 9 marzo 2011
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Photo by paolawellness.blogspot.com

Fare un piercing in qualunque parte del proprio corpo può comportare dei rischi, ma seguendo dei piccoli accorgimenti è possibile evitare malattie o infezioni che danneggiano la propria salute. Per prima cosa, bisogna rivolgersi sempre a degli esperti e perciò evitare il piercing fai da te e rivolgersi ai centri specializzati che rispettino le norme imposte dal Ministero della sanità. Successivamente, prima che vi venga praticato il piercing bisogna controllare che gli “attrezzi del mestiere” siano sterilizzati e monouso. Un uso non corretto degli strumenti, per esempio utilizzati prima su altri clienti, potrebbe comportare l’insorgere di alcune malattie.

Tra i casi di malattia insorti per via di un piercing, ricordiamo, per esempio, quello di una donna siciliana che si era fatto un piercing all’orecchio. La donna, infatti, in passato non si era sottoposta alla vaccinazione contro l’epatite e perciò il piercing le ha provocato prima l’epatite con due impianti di fegato e in seguito tre mesi in terapia intensiva. Insomma, tutto va preso in considerazione quando si parla di piercing, anche dei controlli della propria salute.

Consideriamo comunque che i tre rischi più gravi, che sono trasmessi dal piercing stesso sono l’epatite B, l’epatite C e l’AIDS. Dalle ultime ricerche, inoltre, è stato comunicato che il piercing può essere pericoloso per chi soffre di malattie cardiopatiche congenite, come difetti alle valvole cardiache, protesi valvolari, stenosi, insufficienza ecc.

Purtroppo, nonostante nel nostro paese esiste una normativa per le norme igieniche e sulla sicurezza da adottare per una persona che esegue piercing, non sempre sono applicate e molto spesso questi dilettanti rischiano di rovinare la salute delle persone che amano piercing al naso, piercing all’orecchio e tanti altri ancora.

Insomma, quando decidete di fare un piercing state ben attenti a quello che fate e scegliete uno specialista!

Piercing: 1 su 4 causa problemi di salute

venerdì 14 agosto 2009

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Un piercing su 4 provoca problemi di salute. A rivelarlo e’ stato un gruppo di ricercatori della Health Protection Agency e della London School of Hygiene and Tropical Medicine in uno studio riportato dal quotidiano britannico Indipendent. Per molti giovani, il piercing e’ diventato un accessorio essenziale per stare al passo con la moda. Per questo i ricercatori hanno cercato di capire se questa moda possa avere conseguenze negative sulla salute degli individui. Si tratta del primo studio che ha come obiettivo quello di esaminare le complicazioni derivanti dalla body art. La ricerca ha coinvolto 10 mila persone inglesi. Di questi piu’ di mille aveva un piercing. Un fenomeno questo per tre volte piu’ comune nelle donne. Il piercing al capezzolo e’ risultato piu’ comune tra gli uomini, mentre quello all’ombelico piu’ comune nelle donne. Dai risultati dello studio e’ emerso che un adulto su 10 ha un piercing da qualche parte del corpo diversa dall’orecchio. Di questi piu’ di un quarto (il 28 per cento) ha riportato complicazioni e uno su 100 e’ stato ricoverato in ospedale. I piercing fatti dai giovani di eta’ compresa tra i 16 a 24 anni sono proprio quelli piu’ a rischio. Infatti, i piu’ giovani hanno maggiori probabilita’ di soffrire di qualche complicazione, come gonfiore, infezione e sanguinamento. I piercing alla lingua sono risultati quelli piu’ pericolosi. In genere, i piercing con piu’ gravi complicazioni, quelli che in pratica ti fanno ricoverare in ospedale, sono quelli fatti dai non specialisti. ”Questo e’ il primo studio – ha spiegato Fortune Ncube della Health Protection Agency – che ha osservato le complicazioni di quello che e’ diventato un popolare pezzo di body art”. ”Se il piercing – ha aggiunto – continua a essere di moda, al fine di evitare complicazioni e oneri per il servizio sanitario, e’ di vitale importanza continuare un’azione di sensibilizzazione circa l’importanza della sicurezza e di una buona igiene rivolto a chi i piercing li fa, ai loro clienti e agli operatori sanitari”. Il piercing, infatti, potenzialmente potrebbe provocare infezioni gravi come l’epatite B e C, ma anche l’Hiv se gli strumenti utilizzati sono infetti.

All’Ausl per imparare tattoo e piercing

lunedì 4 maggio 2009

Come conseguenza delle sempre più numerose richieste di tatuaggi e piercing da parte di giovani e meno giovani alle strutture della zona, le aziende sanitarie di Parma e Reggio Emilia hanno deciso di dare il via ad uno specifico corso di formazione per gli operatori del settore, così da impartire una volta per tutte in modo corretto le norme igieniche di base ed alcune nozioni di dermatologia.
L’obiettivo del corso è fornire ai professionisti conoscenze in merito alle controindicazioni dermatologiche, alle possibili complicanze, alla sicurezza e tossicità dei materiali utilizzati, alla possibile trasmissione di malattie infettive e alle precauzioni da adottare per una gestione più sicura.
Intervengono: Alberto Alinovi, della clinica dermatologica dell’Azienda Ospedaliero-universitaria di Parma; Patrizia Camerlengo, Giovanna Mattei, Rosella Rispogliati, Cinzia Perilli e Stefano Sghedoni, del dipartimento di sanità pubblica dell’AUSL di Reggio Emilia e il tatuatore Francesco Battilani.
Il corso è articolato in 2 giornate: il 4 maggio a Parma, a partire dalle 13.30, nella sala riunioni dell’APLA, in viale Mentana n. 139/A e il 18 maggio a Reggio Emilia, a partire dalle 8.30, nella sala della Quercia – padiglione Zaccardi dell’AUSL – in via Amendola n. 2.

Epatite B, camper in 24 città per sensibilizzare i cittadini sui rischi

lunedì 20 aprile 2009

E’ partito da Roma il 18 aprile il tour “Epatite B”, una campagna itinerante avente l’obiettivo di informare e sensibilizzare circa la malattia. Due camper allestiti appositamente gireranno 24 città italiane fino al 25 maggio, sostando in ciascuna città per 3 giorni. I temi trattati saranno il rischio di contagio, la prevenzione, l’importanza della diagnosi precoce. Forse non tutti sanno che il virus dell’epatite B è 100 volte più contagioso di quello dell’Hiv e, come questo, può essere trasmesso attraverso rapporti sessuali non protetti, scambio o riutilizzo di aghi e siringhe, condivisione di oggetti personali come rasoi o spazzolini da denti, piercing o tatuaggi.
Dopo Roma e Frosinone, si proseguirà per Viterbo, Latina, Brescia, Bergamo, Milano, Mantova, Vicenza, Padova, Firenze, Pisa, Torino, Alessandria, Palermo, Catania, Messina, Taranto, Lecce, Bari, Foggia, Caserta, Napoli e Avellino. I cittadini potranno ricevere anche materiale informativo sulla patologia e incontrare un medico specialista per approfondire le informazioni o per una consulenza sui sintomi e sugli esami di laboratorio necessari per la diagnosi.

Tatuaggio spia contro il diabete

martedì 10 febbraio 2009

immagine-62I ricercatori della Texas A&M University di College Station (Usa), hanno elaborato un tatuaggio che agisce da vera e propria spia per misurare i livelli di glucosio nel sangue. Si tratta di un sistema che consente di monitorare la presenza di glucosio nel sangue attraverso un apparecchio simile ad un orologio. Il soggetto diabetico si fa tatuare un disegno con uno speciale “inchiostro” a base di glicol-polietilene e molecole fluorescenti: tali molecole, reagendo con il glucosio, emanano quanta più fluorescenza quanto più il glucosio è basso. La luminosità viene misurata con detector, grandi come un orologio, che danno in tempo reale il valore di zuccheri nel sangue. Per quanto riguarda la scelta del punto più adatto per il “tattoo”, sono consigliate “braccia e addome, perché essendo dei disegni fluorescenti, questi non devono essere esposti alla luce diretta del sole”.

Piercing e tatuaggi: mai più in spiaggia

martedì 17 giugno 2008

Sarà proposto un Ddl per disciplinare il settore dopo il caso della donna di Merano in fin di vita.

ROMA – «È gravissimo che, di fronte all’ennesimo incidente, causato da un’infezione da piercing non si prendano provvedimenti, e si continui ad operare senza una regolamentazione del settore, con attività che ancora praticano i piercing nei retrobottega, e senza il più elementare rispetto delle norme igieniche». È quanto preannuncia Antonio Mazzocchi, deputato del Pdl, che dopo il caso della donna di Merano in fin di vita per un piercing al sopracciglio ha decisi di presentare «un disegno di legge per la disciplina delle attività di tatuaggio e piercing, che prevede nello specifico dei corsi di formazione obbligatori per gli operatori, una sterilizzazione obbligatoria dei materiali e una tutela per i minori che devono essere accompagnati dai genitori».Gli stessi operatori, si legge ancora nel testo, «devono essere necessariamente maggiorenni e con una idoneità psico fisica certificata dalla Asl. Giro di vite anche sui tatuatori da spiaggia. La proposta infatti- va avanti- vieta che ci possano essere attività ambulanti che, in quanto tali, non possono rispettare le norme igieniche previste nei laboratori».

RISPETTO DELLE NORME SANITARIE – «Non siamo assolutamente contro i piercing- incalza Mazzocchi- non vogliamo vietarli ma vogliamo semplicemente che vengano eseguiti nel rispetto delle norme sanitarie e che chi li applica non sia un operatore improvvisato, ma una persona capace e autorizzata dalla Asl locale. Non vogliamo più sentire dai giornali di persone che muoiono per colpa di infezioni e setticemie. Abbiamo- chiude il parlamentare del Pdl- l’urgenza di approvare una legge che fermi una volta per tutte l’abusivismo nel settore e tuteli chi lavora con onestà e precisione».

IL MINISTERO: DIRETTIVE AD HOC – Il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, dal canto suo, ha comunicato di aver invitato le Regioni ad assumere provvedimenti coerenti con la circolare ministeriale del 7 aprile 1999 in materia di tatuaggi e piercing. L’Atto, diretto alle Regioni e all’Associazione dei tatuatori, prevede l’attivazione di corsi di formazione obbligatori per coloro che praticano tali attività nonchè l’adozione di tutte le misure di igiene e profilassi necessarie. Inoltre, la Circolare ministeriale dispone la necessità di una specifica autorizzazione della competente Asl per coloro che effettuano tali procedure che, comunque, non possono essere eseguite sui minori, eccezion fatta per il piercing sul lobo dell’orecchio che può essere eseguito con il consenso dei genitori. La Circolare sconsiglia la pratica del piercing su parti anatomiche la cui funzionalità potrebbe risultare compromessa come ad esempio palpebre, labbra, lingua, seno, apparato genitale ecc. Il ministero rende noto di aver affidato al proprio Ufficio legislativo l’incarico di valutare l’opportunità di promuovere una legislazione nazionale che fissi principi e criteri per l’esercizio di questo tipo di attività.

IL CASO DI MERANO – L’attenzione sui pericoli del piercing è stata riacceso dal caso di una 30enne di Merano, in Alto Adige,finita in pericolo di vita per una infezione sottovalutata, una coagulopatia che colpisce cuore e cervello, causata con ogni probabilitá da un piercing al sopracciglio. La giovane donna, dopo essersi fatta applicare il piercing, avrebbe accusato i primi timidi segni di infezione ma li avrebbe trascurati, poi sarebbero arrivati malesseri fisici più rilevanti, che l’hanno indotta a farsio visitare in ospedale. Nel frattempo però i batteri, entrati presumibilmente dalla ferita, avrebbero provocato una grave setticemia che si sarebbe velocemente estesa alla testa e al torace, generando a sua volta una coagulopatia che ha colpito cuore e cervello fino a farla cadere in coma. Trasferita ad inizio della settimana scorsa all’ospedale di Verona, ha fatto ritorno alla rianimazione dell’ospedale Tappeiner di Merano, dopo essere stata dichiarata non operabile. Infine, è stata trasferita in ambulanza ad una clinica di Monaco di Baviera.

Il piercing all’ombelico? Pericolo di morte in auto

martedì 2 ottobre 2007

Jessica CollinsL’Inghilterra è sconvolta da un banale incidente stradale e tante ragazze stanno rinunciano al piercing sull’ombelico. Tutto è cominciato quando una ragazza gallese di 19 anni ha rischiato di morire in un incidente d’auto dopo che il piercing all’ombelico che portava le ha penetrato lo stomaco “come un proiettile”, fermandosi a pochi millimetri dalla spina dorsale.

Jessica Collins, questo il nome della giovane di Radyr, vicino a Cardiff, ora ha chiesto alla madre di dire a tutti, a partire dai suoi amici, quanto le è successo, così che altri ragazzi sappiano quello che può accadere a chi ha un piercing. Ne è nato un tam tam impressionante, che grazie al web sta facendo ricredere molte adolescenti in fatto di moda.

“La cintura di sicurezza – ha raccontato la madre di Jessica – ha spinto il piercing attraverso lo stomaco fino quasi alla spina dorsale. Mia figlia mi ha detto: ‘ tutte le mie amiche hanno il piercing all’ombelico, per favore dì a tutti quello che mi è successo”.

Durante l’incidente – che ha avuto luogo la scorsa settimana a Monaco di Baviera, dove la ragazza si trovava in vacanza – Jessica ha riportato anche alcune ferite al volto e alla testa, ma è stato proprio il piercing a metterla in pericolo di vita e a farla finire in sala operatoria per tre ore.

Chris Beadle, patrigno della ragazza, ha raccontato che molte delle amiche di Jessica ora hanno deciso di togliersi il piercing. E’ stato un incidente, non posso dire di aver sentito nulla di simile prima d’ora, ma non vale la pena di rischiare per un piccolo anellino”, ha detto l’uomo.

Fonte Repubblica.it

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