Come si tolgono i tatuaggi?
Laser o dermoabrasione? Vediamo assieme i pro e i contro di ciascuna tecnica.
Nonostante il tatuaggio sia ancora una moda incontrastata, uno studo pubblicato di recente sulla rivista Archives of Dermatology ha mostrato come un tatuato su 5 mostri successivamente segni di pentimento e il 6%, soprattutto donne, desideri poi eliminarlo.
Come togliere i tatuaggi? «Uno dei metodi più usati è il laser ,che dà risultati migliori rispetto alle altre tecniche, quali ad esempio la dermoabrasione, portando inoltre a minori effetti collaterali» spiega Antonino Di Pietro, presidente della Società italiana dermatologia plastica, estetica e oncologica. «Il laser lavora frazionando i granuli di pigmento in particelle piccolissime che vengono riassorbite dall’organismo. La facilità di eliminazione dipende dalla quantità di pigmento utilizzata, dalla profondità nella pelle e dal colore. Questo approccio funziona molto bene se il tatuaggio è superficiale e ha pigmenti scuri (blu, nero), meno bene se è profondo e contiene pigmenti chiari (giallo, rosso, azzurro). Per la rimozione ci vogliono da 2 a 8 sedute a distanza di un mese l’una dall’altra.
Quali sono i contro dell’eliminazione del tatuaggio tramite il laser? Quando i tatuaggi sono in profondità bisogna utilizzare laser a potenza maggiore con il rischio che si formino cicatrici. In persone predisposte si possono formare anche i cosiddetti cheloidi, “salsicciotti” di tessuto cicatriziale. In alcuni casi c’è il rischio di una ipopigmentazione nell’area del tatuaggio perché con i pigmenti vengono danneggiati i melanociti, le cellule contenti melanina (la sostanza che colora la pelle).
Qualche consiglio? Solitamente il desiderio di rimuovere il tatuaggio viene in estate, ma in tal caso abbiate pazienza ed aspettate qualche mese: il periodo migliore per rimuoverlo va infatti da ottobre ad aprile, perchè per effettuare il trattamento laser la pelle non deve essere abbronzata.