Il Ministero corre ai ripari

Regole valide a livello nazionale su piercing e tatuaggi. Il Ministero del Welfare ha affidato al proprio ufficio legislativo l’incarico di valutare l’opportunità di promuovere una legislazione nazionale che fissi principi e criteri per l’esercizio di attività legate all’inserimento di piercing e tatuaggi. Il ministero ricorda che l’atto, diretto alle Regioni e all’Associazione dei tatuatori, «prevede l’attivazione di corsi di formazione obbligatori per coloro che praticano tali attività nonchè l’adozione di tutte le misure di igiene e profilassi necessarie. Inoltre, la Circolare ministeriale dispone la necessità di una specifica autorizzazione della competente Asl per coloro che effettuano tali procedure che, comunque, non possono essere eseguite sui minori, eccezion fatta per il piercing sul lobo dell’orecchio che può essere eseguito con il consenso dei genitori».

La decisione del Ministero arriva dopo il caso della donna di Merano
in fin di vita per un piercing al sopracciglio. Finora solo Campania, Lazio, Puglia, Lombardia, Veneto e Toscana hanno adottato le norme di sicurezza ministeriali, che riguardano in primo luogo l’obbligo a utilizzare aghi usa-e-getta e coperture monouso, oltre a requisiti per i tatuatori con corsi e riconoscimenti professionali regionali. Ma proprio la giunta della Provincia Autonoma di Bolzano, nel 1999, aveva già emanato un regolamento che prevede norme precise per i piercer, tra le quali anche un corso obbligatorio di 30 ore per ottenere la licenza.

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